14 giugno 2013

La crociera

"Senza dubbio noi politici vi sembriamo (si era convinto chissà come che Helena fosse la rappresentante delle arti) una banda di gente ordinaria e grossolana; però noi vediamo le due facce delle cose; forse saremo un po' goffi, ma facciamo del nostro meglio per afferrare le situazioni. Invece i vostri artisti trovano le cose sottosopra, si stringono nelle spalle, si girano dall'altra parte - lo ammetto, deve essere bellissimo - e lasciano le cose sottosopra. Ora, a me questo sembra evadere le proprie responsabilità. Inoltre, non siamo nati tutti con il talento artistico."

13 marzo 2013

Reprimenda


Esistono fondamentalmente due modi per rapportarsi a un prodotto culturale in senso lato, che sia una tragedia greca, un dipinto o uno spot del pennello Cinghiale degli anni '80.

Due modi, due prospettive.

La prima è una prospettiva “attualizzante”. Ad esempio, posso leggere Sofocle lasciandomi prendere dalla forza d'animo di Antigone, eroina sola contro un mondo che non condivide i suoi valori e contro il quale combatte con discreti risultati. Oppure posso ammirare Guernica di Picasso per il suo profondo messaggio pacifista. O ancora riguardare Giochi senza Frontiere rimpiangendo gli anni '90 e pensando a quanto si stesse bene allora, quando i boschi erano grandi, la campagna verde, si giocava con il supersantos e non c'era carne di cavallo nei tortellini.
Si può fare, ed è lecito, e merita tutto il mio rispetto.
E spesso è così che nascono i prodotti culturali della contemporaneità. E' così che è nata l'Antigone di Brecht, due millenni e mezzo dopo quella di Sofocle, ambientata nella Germania nazista degli anni '30. E' così che è nata la rivisitazione di Guernica a opera di Ron English, ora in mostra al Mattatoio del Testaccio, è così che questa trasmissione si era arricchita nella prima edizione – breve notazione filologico-autoreferenziale – di uno spazio “Aridatece Giochi senza frontiere”.
Si può fare, è lecito. Merita tutto il mio rispetto.

Poi c'è un'altra prospettiva, quella – per così dire – storica. Ad esempio, leggerò l'Antigone – naturalmente in greco – e cercherò di valutarla sulla base delle caratteristiche strutturali del teatro sofocleo. Oppure guarderò Guernica e ne analizzerò gli influssi delle maschere rituali dell'Africa nera. O ancora ripercorrerò la storia di Giochi senza Frontiere e cercherò di indagare i motivi economici alla base della sua chiusura o la sporgenza degli incisivi di Maria Teresa Ruta.
Si può fare, ci sono schiere di accademici che ci si divertono un mondo, e genera una quantità spropositata di letteratura critica, spesso base per chi voglia poi attualizzare. Merita tutto il mio rispetto.

E poi ci sei tu, che sei entrata nella mia vita giovedì scorso e rimarrai simbolo di un po' di cose. Tu e quelli come te, perchè ce n'è un sacco, di tipi come te, lì fuori. C'è il “tuo” modo.
Ti chiami Caterina Napoleone, sei la curatrice a Pisa di una mostra – peraltro carina, che consiglio – su Bruno Caruso, e non sai quanto spero che tu, per qualche casuale ragione, mi stia ascoltando.
Tu, che “ogni linea è un capolavoro ineguagliabile”. Tu, che ogni idea “è una grande prova di coraggio”. Tu, che ogni opera è “simbolo del percorso intellettuale di un'intera generazione.” Tu, “che ogni adolescente nei primi anni '60 aveva in camera un poster dei Beatles, uno dei Pink Floyd e uno di un quadro di Caruso.” Nei primi anni '60. I Pink Floyd.
Tu, Caterina Napoleone, colonnista anticonformista de “Il Giornale”, fatina della parlantina fluente, puttana del sorriso allusivo. Il tuo modo di approcciarti a un prodotto culturale non è né storico, né attualizzante. E' semplicemente idiota.
E' semplicemente idiota. E ti do una notizia: non si può fare, non è divertente, non ha il rispetto di nessuno, non produce un cazzo e si merita solo dei grandi, unici, irripetibili, appassionanti e coinvolgenti calci nel culo.

3 gennaio 2013

Appunti presi in evidente stato emozionale

"Oltre la distruzione dell'illusione appare il nulla, il vuoto."
Pum.

21 dicembre 2012

Massima

"Non si può vivere per tutti, e soprattutto non per quelli per cui non si vorrebbe vivere."
Pum.

28 ottobre 2012

Un divorzio fra ciechi

Il seguente fatto di cronaca, che abbiamo tratto dalla "Frankurter Zeitung" è stato riportato di recente da parecchi giornali parigini:
"Qualche giorno fa si è svolto, davanti al tribunale di Budapest, un singolare processo di istanza di divorzio. Il querelante era il marito, di ventotto anni, diventato cieco durante la guerra e che da allora viveva commerciando in spazzole. Aveva conosciuto la sua futura moglie, priva anche lei della vista, in un asilo per ciechi, e poichè lei gli aveva detto di essere giovane e graziosa, l'aveva sposata. La coppia visse d'amore e d'accordo per un anno, ma la luna di miele presto finì. Amici fidati, come se ne trovano sempre, raccontarono al marito che nel matrimonio egli era stato truggato. Sua moglie, e i fatti lo provarono, non aveva venti anni, ma quarantotto, e non era affatto graziosa. Questa scoperta rese il cieco furioso. Fece a sua moglie violentissimi rimproveri, poi corse dal giudice per chiedere il divorzio. Protestava contro questo imbroglio e sosteneva di avere diritto, malgrado la cecità, ad avere una moglie giovane e affascinante.
"Questa domanda di divorzio mise il giudice in grande incertezza, un caso simile non gli era mai capitato. Il marito - così fu stabilito non aveva assolutamente niente altro da rimproverare alla moglie che la sua età e la mancanza di bellezza. Non fu dato seguito all'istanza."

17 ottobre 2012

Matteo Renzi - 16/10/2012

Bohemian like you.
Someone like you.
Coldplay a caso.
Altra musica a caso.

1 minuto di ritardo.
2 minuti di ritardo.
5 minuti di ritardo.

We are young, so let's set the world on fire.
Matteooooooo

Federico farà una breve introduzione. Pacca sulla spalla
Grazie, Massimo. Pacca sulla spalla. Un punto di riferimento per tutti noi. Vieni, Matteo.

Grazie, Federico. Pacca sulla spalla.

(Camicia, giacca, niente cravatta.)

Scusate il ritardo.
Province.
Pisa/Livorno. Risate.
Benigni. Risate.

Centro-destra 1
Video 1 - Crozza
Risate.
(Spegnete le luci, per favore.)
Risate.
Risate.

"Raccontace 'na storia."
Futuro.
Europa.
Merito.

Ma parliamo dell'unità.
Foto dell'unità.
Antifascismo. Applauso.

I tempi sono cambiati. Due Germanie, una Jugoslavia, spiegalo a mio figlio. Risate.
Casini ride, noi piangiamo. Applauso.
Da vent'anni le solite facce. Applauso.

Trasparenza. Applauso.
Necessità dei gesti simbolici.
Abolire il finanziamento pubblico ai partiti. Applauso.
Non applaudite. Ri-applauso.

Datece i soldi.
Il mio partito.

Nota a margine: aria condizionata troppo forte.

Futuro
Video 2 - Troisi. Risate.

Ci negano il futuro.
Numeri.
Spendiamo di più per le colpe dei padri che per l'educazione dei figli. Applauso.
Ilva. Chiudere. Per l'ambiente. Mezzo applauso.
Sulcis. Troppi soldi spesi a vuoto.

(Inciso. Marchionne. Applauso.)

Europa
Asili nido.
Mense.
Contadini.
480000 progetti. Applauso.
Soldi spesi male. Applauso.
Il costo della Salerno-Reggio Calabria è più alto di quello che serve per esplorare Marte con Curiosity. Risate. Applauso.
Piccole medie-imprese. Fondo di 20 mld. E' un inizio. Applauso.
Stati Uniti d'Europa. Gobetti. Applauso.
Cultura. Foto Torre Palazzo della Signoria. Spiace che non sia la vostra. Risate.

(Se la finite di chiacchierare continuo, altrimenti salite voi sul palco.)

Merito
Uguaglianza del punto di partenza.
Sinistra. Applauso.
Fisco.
Video 3 - Cetto la Qualunque. (I-phone). Risate.
Evasione fiscale. Incrocio banche dati. Applauso.

Primarie
25 novembre.
Le primarie del 2006.
Mastella. Risate.
Bertinotti.
Bindi. Risate.
Niente premio di consolazione se perdo le primarie. Applauso.
D'Alema.
Video 4 - D'Alema. Fischi.
D'Alema, non finisce il centro-sinistra, finisci tu. Applausi.

Video 5 - Ricerca della felicità. Lacrimuccia.
Non se parleremo male di loro, ma se daremo il meglio di noi.
Applausi.

1h 20'

21 dicembre 2011

Il matrimonio moderno

"Quando Kormak chiese in sposa Stengerde e, pensando alla loro felicità futura, compose per lei:
Una fuga d'amore fuggiamo,
senza andar in nessun luogo,
nella dimora di Freja
riposeremo, ebbri di gioia
e canti gioiosi ci correranno intorno
accadde che
con franchezza gli rispose
la giovinetta:
una fuga d'amore fuggiamo
verso una meta.
La dimora di Freja
traverseremo, ebbri di gioia,
perchè la nostra felicità
ci chiama altrove.
Allora lui le parlò solennemente del libero amore, ma lei rispose parlando del matrimonio; e dalla diversa concezione che avevano del loro amore e della felicità insita nell'amore derivò tutta la loro infelicità.
Infatti, dove l'amore è legge suprema e la dimora di Freja la meta finale, il rapporto tra uomo e donna è un rapporto d'amore, e, idealmente, un rapporto d'amore libero, sia o non sia consacrato da sacerdoti e funzionari, come doveva essere anche quello di Kormak e Stengerde.
Ma il rapporto d'amore tra un uomo e una donna diventa matrimonio quando i due si uniscono nella convinzione che i sentimenti personali, indipendentemente dall'importanza che hanno per loro all'inizio, debbano servire e subordinarsi a un'idea che per entrmambi è superiore all'amore stesso, un'idea tale da pretendere solitamente tutta la loro vita, se non di più.
Nel corso del tempo molti matrimoni e rapporti liberi, come quello di Kormak e Stengerde, sono crollati per il continuo titubare tra l'uno e l'altro di questi due ideali."