Saviano dovrebbe essere considerato – da tutti – un simbolo di libertà, una voce nobile, un giovane scrittore che ha rischiato e rischia la vita per innescare una rivolta nella coscienza della sua gente, la stessa che animò grandi scrittori come Salamov e Solzenicyn contro l’impero della menzogna comunista: non è un caso che Saviano abbia indicato, come riferimento morale, proprio «I racconti di Kolyma» che è la più grandiosa e sconvolgente opera letteraria di denuncia della bestialità del Gulag assieme all’«Arcipelago» di Solzenicyn.
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11 maggio 2010
Sempre sostenuto...
...Che Facci non è poi tanto male:
10 maggio 2010
Senza rompere
L'avevi già fatto una volta, Emilio, qualche tempo fa.
All'epoca c'erano stati screzi con il capo sulle prime pagine dei giornali.
Avevi detto la tua, allora. O meglio, la sua. Senza risparmiarti.
Volevi fermarti, poi eri andato avanti.
E avevi detto che "Saviano si propone molto", che "va a raccontare come va in giro scortato".
L'avevi già fatto una volta, insomma, e speravo potesse bastare.
E invece no, Emilio. Ci sei cascato di nuovo.
E te ne ringrazio.
Non saprei come fare, se non avessi la mia inutile incazzatura quotidiana.
Quindi grazie, Emilio.
E grazie anche per la scelta del giorno, 32 anni dopo la morte di Peppino.
Ma si sa.
Anche di Saviano - alla fin fine - non abbiamo bisogno.
Vero, Emilio?
All'epoca c'erano stati screzi con il capo sulle prime pagine dei giornali.
Avevi detto la tua, allora. O meglio, la sua. Senza risparmiarti.
Volevi fermarti, poi eri andato avanti.
E avevi detto che "Saviano si propone molto", che "va a raccontare come va in giro scortato".
L'avevi già fatto una volta, insomma, e speravo potesse bastare.
E invece no, Emilio. Ci sei cascato di nuovo.
E te ne ringrazio.
Non saprei come fare, se non avessi la mia inutile incazzatura quotidiana.
Quindi grazie, Emilio.
E grazie anche per la scelta del giorno, 32 anni dopo la morte di Peppino.
Ma si sa.
Anche di Saviano - alla fin fine - non abbiamo bisogno.
Vero, Emilio?
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